Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Filthy Friends: Last Chance Country
L'abito non fa il monaco
↤ Tracce

Una band arrabbiata che ci racconta cosa significava essere (un certo tipo di) americani negli anni ‘80, e cosa significa continuare a esserlo nel 2019.

Filthy Friends
Last Chance Country

Di tanti supergruppi che si formano ogni giorno, ben pochi riescono a sfornare roba interessante e non derivativa. I Filthy Friends sono l’eccezione, appunto.

Formatisi nel 2012 dall’unione tra Corin Tucker delle Sleater-Kinney e Peter Buck dei R.E.M., insieme a vari musicisti del giro Minus 5, quando le cose si sono fatte serie (leggi: quando Donald Trump è stato eletto come Presidente americano), loro hanno risposto altrettanto seriamente con Invitation – sottovalutato gioiello indie rock.

Ora tornano con Last Chance Country, tratta dall’imminente Emerald Valley (fuori a maggio via-Kill Rock Stars), che rafforza quanto di buono lasciava intuire il debutto di due anni fa.

«Parla di un’adolescente che viaggia in autobus attraverso una deprimente città del Nord Ovest negli anni ‘80», ha dichiarato la Tucker a Rolling Stone. «Usando l’autobus per andare al lavoro, ho visto persone che lottavano per sbarcare il lunario e dare un senso alle loro vite. È scoraggiante e frustrante constatare che, trent’anni dopo, la lotta per i diritti dei lavoratori sia ancora più accesa di quella di allora».

Tale frustrazione risalta tutta nella voce, in grado di catapultarci direttamente ai tempi del movimento Riot grrrl. La chitarra punk di Peter Buck, forse mai così travolgente, fa da giusto contrappunto alla collera della cantante dell’Oregon.

Allacciate le cinture: questo è solo l’inizio.

Luca Villa
Luca Villa

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

E se ti abbonassi?
Pensiamo che un altro giornalismo musicale, non basato esclusivamente su news copia-e-incolla e comunicati stampa travestiti da articoli, sia possibile. Noi, almeno, ci proviamo. Per questo in molti hanno scelto di sostenerci: perchè non lo fai anche tu? Basta davvero poco!
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.