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Pistole & Rose, ma anche tanto amore

Duff McKagan

Tenderness

Nel 1991 Duff Mckagan andava in giro indossando magliette dei Ramones o degli U.K. Subs, quando il punk rock era ancora lontano da vendere milioni di dischi con Green Day e Offspring. Da giovanissimo, aveva fatto parte dei Fartz e dei Fastbacks – piccole glorie locali della Seattle punk dei primi anni '80. Il bassista proveniva da "quel" mondo underground e DIY, dunque, mentre ora folleggiava col gruppo rock più ricco e famoso del momento.

Non tutto gli è sempre andato bene, tuttavia. Nel 1994 ha sfiorato la morte, quando il suo pancreas smise di funzionare. Cinque anni dopo, l’uscita del suo secondo disco solista venne bloccata per una disputa legale fra case discografiche; tuttora, quel lavoro accumula polvere in un qualche cassetto volutamente dimenticato (esiste la possibilità concreta che non fosse un capolavoro, va detto).

Nel corso degli anni, poi, Duff si è ripulito e ha rivelato un profilo personale molto brillante. È diventato papà, ha smesso di bere ecc., ha curato rubriche giornalistiche per le versioni digitali di Seattle Weekly, Playboy ed ESPN (persino in veste di consulente finanziario), ha scritto un paio di autobiografie e, ovviamente, ha racimolato qualche bel soldino con la reunion dei Guns N’ Roses.

Col tempo ha anche perso completamente la sua ispirazione musicale, quantomeno a giudicare da Tenderness. Il primo singolo estratto dal suo secondo solo-album in uscita il 31 maggio, infatti, è una soporifera ballata AOR nella quale si fa persino fatica a riconoscere la sua voce.

Va bene la maturazione personale, ma il Duff selvaggio e iconoclasta che scorrazzava sui palchi di tutto il mondo ... pare essere davvero uno sbiadito ricordo del passato, almeno qui.

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