Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

75 Dollar Bill: Every Last Coffee or Tea
Quello che rovista tra i rifiuti non fa parte del gruppo, ma potrebbe
↤ Tracce

Suonare come viene, quel che si vuole, con chi ci pare e chiamarlo world-jazz. Bella vita.

75 Dollar Bill
Every Last Coffee or Tea

Che Chen è un chitarrista in fissa con le scale armoniche tipiche della Mauritania; Rick Brown un percussionista che non si fa problemi a tenere il ritmo con qualunque cosa gli capiti sottomano, meglio se “bio” come un insignificante scatolotto di legno.

Il loro primo disco aveva un titolo che sembrava piuttosto la lista degli ingredienti di una ricetta, e suonava esattamente come ti saresti immaginato una volta annusate le cose apparecchiate sul tagliere. In quest’ultimo, invece, hanno deciso di tirar dentro tutto e tutti e, da semplice duo spartano, hanno toccato, in certi pezzi, le vette di un ensemble di dieci unità.

Every Last Coffee or Tea riassume bene l’intero doppio album negli 11 minuti esatti di una macchia di Rorschach fatta canzone: ognuno ci sente quel che ci vuole sentire, ci vede quello che gli altri non ci hanno ancora visto e vissero tutti felici e contenti. Sicuramente jazz (almeno, in prima battuta), blues, post-rock e folk. Poi un bel po’ del resto che può venirvi in mente, senza censure di sorta. Sapori ben poco occidentali, una furia sciamanica applicata al pentagramma e la preferenza dichiarata per certe distorsioni mai volgari ma sempre un po’ vagamente sudicie.

Il risultato? Complessivamente incongruo? Impegnativo da ascoltare? Che due maroni? Niente di tutto ciò, anzi.

Un esercizio perfettamente riuscito di multiculturalità inclusiva, viaggi nel tempo e nello spazio storico moderno e cameratismo musicale intensamente focalizzato.

Prendere John Cale, abbandonarlo in un posto a caso del Nord Africa con un cappello per l’elemosina e poco più di una ciotola per l’acqua e vedere cosa si inventa per cavarsela: se il termine “world music” ha ancora una qualche speranza di poter significare qualcosa, questa è la strada.

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Scrivere di musica non è facile.
Noi cerchiamo di farla mettendoci passione, ma anche competenza, cura, professionalità. Tutte cose che costano impegno… e soldi. Se apprezzi il nostro lavoro quotidiano perchè non ci sostieni diventando un abbonato? Basta davvero poco!
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.