Coez: Domenica
Più auto-sabotage, come genere
 
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Come fare il synth-popper degli anni '80 con le tastiere degli altri.

Coez
Domenica

«Quanno ascolto le canzoni de Silvano me viene voglia de trasferimme a Centocelle e andà 'n fissa pe' na pischella senza mai dille che l’amo».

Uno cerca qualcosa da dire sul nuovo singolo di Coez e s’imbatte in questo eloquentissimo commento su YouTube di un utente a caso. Gente che, chiaramente, ci ruba il lavoro.

Con il nuovo singolo Domenica, l’ex rapper campano convertito a songwriter indie romano persevera nella formula che ormai rende indistinguibili i songwriter indie romani: riprodurre gli anni '80 con le tastiere più brutte e stucchevoli che esistano, cantandoci sopra come gli Zero Assoluto.

Nel video, il nostro abbandona il modello "fighe dei video indie” per omaggiare la comunità lesbo, in cui conta inspiegabilmente un discreto stuolo di fan.

Di recente, durante un’intervista, qualcuno ha detto a Coez che Domenica ricorda Let Me Go degli Heaven 17. A parte l’azzardo del raffronto (passibile di denuncia, peraltro): lui, classe 1983, non aveva idea di chi fossero. Non che debba per forza, capiamoci. Ma a questo punto, sul serio, non si comprende la ragione per cui questa rivalutazione del synth-pop sia ritenuta da certe frange dell’indie (e relativi "proziuzers") così indispensabile.

Per dirla tutta, e per dirla aulicamente: questa formula ha polverizzato il membro centrale.

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