Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Clinic: Laughing Cavalier
Gli allegri chirurghi con la tuta dell'ANAS
↤ Tracce

Sempre uguali a se stessi, mai uguali a nessuno.

Clinic
Laughing Cavalier

Credo non sia del tutto corretto dire che i Clinic abbiano creato un loro personale microgenere.

Nel senso: perché un genere musicale possa definirsi tale, ci sarebbe bisogno almeno di qualcun altro che decida di farlo suo. Invece, a oggi, la band di Liverpool non conta tentativi di emulazione da parte dei propri colleghi, se non alla lontana. È vero anche che, quasi vent’anni di carriera e otto album partoriti con cadenza più o meno regolare stanno lì a dimostrare che – almeno a livello di pubblico – il modo di tirare a campare dentro la propria nicchia Adrian Blackburn e compagni l’hanno trovato, eccome.

D’altra parte anche l’originalità la decide il mercato e quindi, finché nessuno prova a copiarti, continuare a fare imperterriti la stessa cosa risulta a tutti gli effetti il modo più estremo per fare ogni volta qualcosa di nuovo.

E infatti i Nostri perseverano diabolicamente lungo il vecchio viottolo, piastrellato di mattonelle ben incastrate anche se un po’ consumate, sì dalle proprie stesse impronte, ma lasciate pur sempre con degli ottimi, coloratissimi calzini antiscivolo. Una sorta di neo-art-garage la cui componente “arty” prende spunto dai disegni di un bambino dell’asilo, un arsenale di strumenti raccattati al mercato delle pulci e tutta una loro estetica teatral-circense, perennemente in bilico tra l’abbigliamento di uno stimato primario in cors(i)a per il premio malasanità e un artista di strada spaesato al Ferrara Buskers Festival.

Sarebbe punk se il punk suonasse Bontempi. Sarebbe rock se il rock fosse una partecipata della Giochi Preziosi.

Sembra il contrario, ma è una roba tremendamente seria. E finché nessuno se ne accorge, va bene così.

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