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Una strana idea in testa

Billie Eilish

Bury a Friend

Per comprendere Billie Eilish dovete far così: prendete Lana Del Rey, traslatela in una versione più "emo", più spaventata, meno gatta morta e senza video girati con la Super 8. Poi sovrapponetela a Likke Li e aggiungete personalità: risultato garantito.

Billie, sedicenne losangelina, è la sintesi horror delle cantautrici visionarie e tristi californiane (anche d'adozione). Se non perisce nelle fobie che un'adolescente sarebbe meglio non avesse, è senz’altro destinata a fare grandi cose.

Già le sta già facendo, a dire il vero: grazie a canzoni come Ocean Eyes e When the Party Is Over, è l’artista più giovane ad aver fatto breccia nella "top 10" della classifica di vendite statunitense Billboard.

Il nuovo singolo Bury a Friend la fa conoscere meglio anche al pubblico italiano – previsto un concerto a Milano, il 21 febbraio – e anticipa l’album di debutto, When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, in uscita a fine marzo. Un pezzo giocato sul minimalismo industrial e un intreccio di voci che, se non fosse per l'età dell'artista che rende improbabile la similitudine, ricorderebbe quasi le sperimentazioni di Laurie Anderson.

Qui si racconta la paralisi del sonno e la classica sindrome del mostro sotto il letto: le paure ataviche che non riusciamo ad affrontare. Specie quando il mostro sotto il letto siamo noi stessi.

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