Ben Harper: Uneven Days
Anche se è un mio amico, non parteciperò al Jova Beach Party
 
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Un’intima ballata pianistica che ricorda una scena dell’ultimo film di David Lynch.

Ben Harper
Uneven Days

Luca Villa
Luca Villa

Ben Harper è un personaggio dalle mille anime.

Bluesman dal taglio politico, cantore di struggenti ballate acustiche con più di un punto in comune con Cat Stevens. Cantante gospel insieme ai The Blind Boys of Alabama, rocker con i Relentless7, "soul man" quando canta con la mamma, invece.

Tutto questo rimanendo sempre uno dei pochi artisti riconoscibili fin dal primo ascolto.

Uneven Days è l’eccezione. Un’intima ballata pianistica, che cerca di spiegare quanto possiamo diventare dipendenti dalle altre persone per un nostro senso di completezza e che, se non fosse per quella voce, sarebbe difficile catalogare come la classica composizione del cantautore californiano.

Piuttosto, guardando il video, torna alla mente l’inaspettato cameo che Harper fece in quello che, tuttora, rimane l’ultimo film di David Lynch: Inland Empire - L'Impero della Mente.

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