Priests: The Seduction of Kansas
La seduzione della seduzione
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I Pixies rinati al femminile?

Priests
The Seduction of Kansas

Il titolo è magnifico, ma sembra più in tono con il video che con il pezzo in sé. La decadenza delle due ragazze, che si annoiano sui divanetti freudiani e si strusciano disperate addosso ai busti di George Washington e qualche altro padre fondatore, sintetizzano il concetto di seduzione dello stato più sudato e agricolo d’America; il physique du rôle del comprimario maschile, vestito da grasso cowboy del salotto petrolifero, conclude l’installazione del Kansas come concetto.

Qualcuno ha definito i Priests, con saggia audacia, come i Pixies di oggi in versione femminile. In realtà, potrebbero essere molto di più e molto di meno. Difficile dirlo, basandoci solo su questo simpatico e un po’ civettuolo clip; neanche il disco precedente del 2017, in aggiunta, è sufficiente a definirli davvero (in teoria, passano per essere un gruppo post-punk).

A scanso di equivoci, il brano è anch’esso un’installazione usa-e-getta di pop stagionale, con giusto una scorza di limone da sfregare sulle piaghe da decubito della stasi consumistica che avvince tutti noi, scimmie prensili in piena odissea spaziale.

(scusate, mi sparo tra poco)

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