Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Millencolin: Nothing
L'aspetto di un trentenne, la rabbia di un ventenne: in Svezia s'invecchia bene
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Il tradizionale fantasma dei Bad Religion, ritmi serrati & un filo di nichilismo in salsa svedese.

Millencolin
Nothing

Nei loro ventisei anni di carriera, i Millencolin hanno probabilmente composto circa centocinquanta canzoni, circa, di cui alcune sono diventate dei piccoli, grandi inni adolescenziali per almeno un paio di generazioni di seguaci dello skate punk (declinato alla scandinava).

Statisticamente, aggiungendo anche l’età media dei membri del gruppo (quaranta e fischia…), dovrebbero aver esaurito o quasi le probabilità di tirar fuori dei nuovi pezzi all’altezza della propria fama. Eppure, Nothing è già di diritto un loro classico.

Non c’è niente di inedito sotto il pallido sole di Örebro, per carità: ritmo serrato dall’inizio alla fine, strofa-ritornello-strofa, tre minuti di punk melodico con un testo che parla di sogni infranti. Il ritornello si pianta immediatamente in testa, tuttavia, al punto che sembra di conoscerlo da una vita. E il tono del tutto richiama i Bad Religion dei tempi d’oro, a cavallo fra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei 90s.

A differenza dei maestri californiani, qui non ci sono particolari finezze o sottigliezze a livello lirico. Non resta che premere il tasto “play” e godersi l’adrenalinica traccia del giorno – caricandosi per l’uscita di SOS, il nuovo disco di questi sempre affidabili professionisti del punk svedese.

Paolo Bianco
Paolo Bianco

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