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Ligabue

Luci d’America

Ammirabile, la costanza con cui Ligabue pubblica – ogni tre anni, circa – un nuovo disco; disarmante, la semplicità con cui affronta i temi più diversi, continuando a porsi ed esprimersi nello stesso modo che l’ha fatto conoscere fin dagli esordi. Un fedelissimo di se stesso, quindi.

A questo giro, però, c’è una novità. Dietro il banco di regia siede Federico Nardelli, produttore degli album di uno dei più apprezzati artisti del nuovo indie italiano: Gazzelle.

Sarà mica che Luci d’America voglia essere una potente virata del rocker di Correggio verso sonorità indie? Manco per sbaglio.

La nuova canzone del Liga è il solito mid-tempo pop-rock con giusto qualche schitarrata e il solito testo pieno zeppo di "vieni qui", "vino" e "spettacolo", che faranno sicuramente la gioia dei suoi fedelissimi. E di ben pochi altri.

Il singolo si muove tra sonorità che richiamano gli U2 post-Pop e qualcosa che ricorda da vicino il Bruce Springsteen meno ispirato (le voci del coro fanno subito pensare a una delle più grandi porcate incise in studio dal Boss: Worlds Apart). Nonostante il nuovo produttore, comunque, Ligabue non cambia di una virgola e questa è l’ennesima occasione mancata per rinnovarsi.

(poco male: ci si risente fra tre anni)

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