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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Slowthai: Doorman
Portiere di notte
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Trap against the machine (o giù di lì).

Slowthai
Doorman

Slowthai è il nomignolo di Tyron Frampton: rapper ventitreenne cresciuto nella periferia di Northampton, in un’area colloquialmente chiamata “Bush”.

Northampton non è particolarmente conosciuta per la sua scena musicale, salvo il fatto di essere la casa del Sidewinder – il nightclub che nei primi anni ‘00 ospitava le serate grime.

Quando tutto questo succedeva, Slowthai era piccolo. Ora è tra i pilastri portanti di quella stessa scena, nella sua evoluzione odierna. I suoi tatuaggi, i capelli tagliati a macchinetta e l’atteggiamento sul palco ricorderebbero più il leader di una band hardcore punk. Ma lui è proprio questo: un Young Signorino molto meno brasato, e con un domani tutto in divenire.

Dopo un EP, Rant, sfornato lo scorso settembre, ora arriva un pezzo da paura che potrebbe consacrarne la reputazione (frutto della collaborazione col produttore Mura Masa).

Una base bastardissima per un MC che rappa come se scrivesse un diario. Tyron dice di aver composto Doorman in un batter d’occhio e spinto dall’”invidia” sociale, dopo aver intravisto dei quadri dal valore esorbitante appesi alla parete di una casa.

Anche in UK hanno la loro trap, insomma.

(no, ecco: scherzavo)

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Editor's pick  Hip Hop  December 2018  
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