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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Jolin Tsai: Ugly Beauty
The Taiwan chainsaw massacre

La taiwanese rise con i seni in mano…

Jolin Tsai è una presenza divina nel mercato mainstream pop orientale. Gira dal 1999 e macina singoli e svolte commerciali con la stessa disinvoltura di un cane pechinese che fa pipì sulla ruota della vostra macchina.

(ok: forse non era il caso di tirare in ballo i cani pechinesi. In ogni caso, avete capito)

Ugly Beauty è sorprendente. La lingua non è l’Inglese, ma non ci si rende subito conto che il confettone synth pop non mastica l’idioma del decaduto imperialismo occidentale.

Il brano è un infallibile “pasticcio” stile-Katy Perry, con un ritornello che Martin Gore dei Depeche Mode avrebbe salutato con una delle sue trascinanti risatine.

L’estetica del video è piuttosto interessante. Sembra lo spot televisivo di qualche assorbente da urlo, trasmesso però dal cervello ammaccato di un cyborg pechinese.

(ok: forse anche qui non era il caso di tirare in ballo il quadrupede cinese)

Nell’insieme, tutta la bambolata è realizzata con grande mestiere. Tre minuti appena di mugugni e sospiri, e quel pizzico di spezia taiwanese per aromatizzare con un po’ di esotismo la classica polpetta da MacTV.

Il finale del brano è brusco, però, e lascia un interrogativo inquietante: ne vorremmo ancora, forse?

Jolin Tsai 

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