TOY: Sequence One
Chiediti cosa puoi fare tu per la psichedelia
 
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Psichedelia sintetizzata che unisce groove, acido lisergico e pop.

TOY
Sequence One

Andrea Macrì
Andrea Macrì

Ti aspetti la deriva e invece arriva l’emozione. I TOY, band londinese solita percorrere quella grande storia sotterranea che è la psichedelia, torna con un singolo che ne anticipa il prossimo album, Happy in the Hollow, in uscita a gennaio.

Il loro suono è l’unione di tanti elementi di rock bianco; non risulta di rottura, ma è ben scritto e ben prodotto. Sequence One dimostra tutto ciò: ci sono elementi di vari generi che trovano la giusta misurazione e si combinano perfettamente.

In questi solchi vive il battito kraut, che però viene ricoperto di un suono di basso post-punk; c’è un po’ del pop albionico che dal revival psichedelico portò negli anni ‘90 al brit pop; c’è lo shoegaze e qualcosa di leggermente funk.

La sorpresa, come per altri brani dei TOY, è che ti aspetteresti un’esplosione, un ingresso in una fase di trance… che qui non c’è. Forse il miglior modo per omaggiare la psichedelia è questo: tagliarla, lasciarla intravedere da qualche parte e poi abbandonarla, per lasciare infine vincere la canzone.

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