New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Sick Of It All: That Crazy White Boy Shit
SOIA che ci piace e fa bene alla salute

Sick Of It All
That Crazy White Boy Shit

Storie di SOIA e cervelli cattivi.

Parlando di nuova musica dei Sick Of It All, bisogna ricordarsi che il gruppo hardcore di New York è in giro dal 1986 e che il nuovo Wake the Sleeping Dragon è il dodicesimo disco nel loro curriculum: una carriera solida e che li ha incoronati padrini del NYHC, anche in virtù di una formazione immutata da venticinque anni.

Gente che sa molto bene ciò che vuole dalla propria musica e che, con il tempo, ha capito che i suoi ascoltatori non sono alla ricerca di troppe sperimentazioni o grosse deviazioni dal percorso abituale.

Aspettarsi qualcosa di “fresco”, quindi, è irrealistico; è però doveroso prepararsi per un calcio sui denti, un attacco frontale e un pizzico di melodia. In questo i SOIA sono dei maestri. E se ci si aggiunge il tocco nostalgico del testo – che è un tributo ai Bad Brains: quando Lou Koller canta di Earl (Hudson), Darryl (Jenifer), Dr. Know ed H.R., sta parlando proprio di loro: i leggendari ragazzi neri di Washington, D.C., che lo ispirarono a urlare in un microfonoThat Crazy… si candida subito a “classico moderno” della band.

C’è anche lo spazio per una sorta di “confessione” (tutt’altro che sconvolgente, invero): a fine anni ‘70, i giovani e futuri SOIA ascoltavano anche reggae & dub. Vi immaginate se i fratelli Koller avessero preso una strada diversa, fondando i “Love For It All”?!

Sick Of It All 

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