Sade Adu: The Big Unknown
My love is king
 
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La principessa Adu dona alla colonna sonora del film *Widows* una delle sue perle migliori.

Sade Adu
The Big Unknown

Barbara Volpi
Barbara Volpi

Più che una semplice cantante R&B, Helene Folasade Adu è sempre apparsa come una principessa, un’aulica griot che, nel tempo, non ha perso l’innata eleganza e l’imperitura raffinatezza.

Maturata artisticamente nella Londra meticcia dei primi anni ‘80, quelli della reazione anti-thatcheriana che creò un humus fertile per molti generi musicali, Sade divenne ben presto la dea del filone che univa smooth jazz, soul e pop, grazie alla sua voce bella e sensuale (seducente ed aggraziata come la sua presenza fisica).

Allergica alla sovraesposizione mediatica e gelosa della propria vita privata, che ha imparato a custodire in un cottage del Gloucestershire, la musicista britannica – di origine nigeriana – “regala” ora un suo brano alla colonna sonora del nuovo film di Steve McQueen, Widows - Eredità Criminale.

The Big Unknown è un pezzo umbratile e carezzevole, incastonato in ritmi soffusi e sincopati, che parla di come l’amore porti a volte a esplorare abissi oscuri nei quali trova un potere salvifico.

Appassionata di giardinaggio e di moda, Sade sa che i semi e le perle maturano solamente nell’ombra e così, in quest’era di sentimenti urlati e gettati in piazza, restituisce dignità agli origami dell’esistenza, trattandoli con gentilezza e pudore. Un sussurro di bellezza che suona come l’antidoto alla becera volgarità dei nostri giorni.

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