Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di Humans vs Robots, ed è riservata (in gran parte) agli (link: https://hvsr.net/membership/join text: abbonati).

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Nita Strauss: Our Most Desperate Hour
Dettagli di classe: la chitarra è in tinta con il colore dei capelli
↤ Tracce

Primo disco solista per la chitarrista di Alice Cooper: assoli moderni per un progetto “vecchia scuola”.

Nita Strauss
Our Most Desperate Hour

Nita Strauss è una gran lavoratrice, prima ancora che una gran chitarrista. Come ha spiegato mesi fa in una lunga intervista con Chris Jericho, la sua filosofia di vita è: «Se sei in anticipo, sei puntuale. Se sei puntuale, sei in ritardo. Se sei in ritardo, sei licenziata».

Non si capisce, però, quali siano le tempistiche del suo solo-album (totalmente indipendente) annunciato da qualche tempo. Un disco solista vecchia scuola, come nemmeno Slash ha mai avuto il coraggio di fare: unicamente assoli di chitarra, con gli altri strumenti come accompagnamento e senza parti vocali. Niente amici famosi a prestare la loro ugola, niente Alice Cooper – il suo principale “datore di lavoro” – a sbucare da qualche parte.

Il problema principale di questo pezzo è il mix audio totalmente sballato: ci si aspetta che la sei-corde sia protagonista e, invece, sembra che la batteria abbia spesso il sopravvento, arrivando anche a distrarre l’attenzione quando, al minuto 2:40, parte un rullante che forse vuole essere un omaggio a One dei Metallica, ma che puzza di “furto” fin troppo spudorato.

Peccato, perché la canzone non è male, ha delle accelerazioni potenti e dei cambi di tono notevoli. Ma, mixata in questo modo, sembra semplicemente attendere l’arrivo di qualcuno che ci canti su qualcosa, spiegando perché dovrebbe fare da colonna sonora alla “nostra ora più disperata”.

Paolo Bianco
Paolo Bianco

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

E se ti abbonassi?
Pensiamo che un altro giornalismo musicale, non basato esclusivamente su news copia-e-incolla e comunicati stampa travestiti da articoli, sia possibile. Noi, almeno, ci proviamo. Per questo in molti hanno scelto di sostenerci: perchè non lo fai anche tu? Basta davvero poco!
.