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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Antimatter: The Third Arm
Ancora lontano dall'Eden
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Le calde luci dell’antimateria.

Diversi progetti musicali, costole di band più affermate, purtroppo si sono arenati in un angolo buio, da dove non sono più riusciti a venire fuori. Il loro nome resta ancorato a piccoli club, a show semi-acustici, a marginali riscontri di pubblico e notorietà. Alcuni di questi gruppi, però, sono diventati qualcosa di diverso da quel semplice side-project iniziale, riuscendo a brillare di luce propria.

Esattamente venti anni fa Duncan Patterson – allora bassista e compositore degli Anathema – diede vita agli Antimatter insieme al chitarrista Mick Moss. Un’entità partita da un non ben identificato sentore elettronico dark ambient/trip hop e poi divenuta un vero e proprio gioiellino della produzione sadcore.

Moss ne è divenuto da anni l’unico artefice, ormai, e The Third Arm è il singolo che promuove il nuovo, settimo lavoro Black Market Enlightenment. Ancora una volta l’intimismo del musicista inglese emerge in tutte le sue caratteristiche più malinconiche e sincere, restando sempre e comunque “lontano dall’Eden” (per parafrasare uno dei loro dischi più noti).

Il video denota che il budget non è tutto nell’arte visuale, quando si ha ancora qualcosa da esprimere, e la canzone ne riprende le caratteristiche più riuscite in pieno stile Antimatter. Liriche che parlano di insofferenza alla vita, ma anche di quella luce tremula che s’intravede alla fine del tunnel. Un abbraccio e un addio.

La voce di Moss resta uno dei punti chiave: il suo timbro rincuorante eppur mesto s’appoggia sulle linee canoniche di arpeggio e accordo heavy, ricordando di tangere il rock duro e tentando di delineare un cantautorato che, ancora una volta, rifugge la “plastica” e il sensazionalismo.

Antimatter