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Sexy, cattivi & photoshoppati

Amaranthe

Inferno

Amaranthe! La supa dupa band che tanto fa discutere – in negativo – il popolino metallaro italiano, e non solo. Fuori dal ghetto dorato, del resto, pochi sanno chi siano.

Non è male essere tra i più odiati dai borchiati, comunque. Di sicuro l'importante è distinguersi (corre voce di persone che abbiano preferito fratturarsi il cranio e farsi ricoverare all'ospedale, pur di non recensire un loro disco). Ma non sono così detestabili, in fondo.

Di sicuro gli Amaranthe mirano ai denari e non c'è nulla di sbagliato in questo. Il popolo più duro del rock chiede solo che si badi maggiormente all'etichetta; quindi bisogna fingere di non volere soldi e, anzi, di disprezzare la vil pecunia in maniera convincente. Poi, a quel punto, si è liberi di fare milioni senza che nessuno dica nulla

(esempio probo: Iron Maiden; esempio improbo: Metallica).

Il gruppo di Göteborg, invece, è così spudorato che neanche una peripatetica lungo la Salaria alle due di notte... Nel loro sound c'è tutto e nulla, come un enorme buffet freddo: riff super-compressi in stile Meshuggah ma dimensionati su scala LEGO; voci femminili seduttive e voci maschili catarrose; violenza e potenza piallate al punto tale da risultare vellutate e innocue. E pure la linea melodica di Shape of You di Ed Sheeran, secondi alcuni commentatori!

E a proposito di voci, c'è una nuova laringe da massacrare in nome di Odino: Nils Molin. Se vi domandate chi sia, è tutto normale.

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