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Un suonatore di maracas che prossimamente musicherà il nuovo film di Rokko Smitherson

Thom Yorke

Suspirium

«Susy Benner decise di perfezionare gli studi di balletto nella più famosa scuola europea di danza. Scelse l'accademia di Friburgo» dove, da anni, erano stati banditi i flauti traversi.

Iniziamo con le "buone": Thom Yorke non si è messo a confronto con i Goblin, la band italiana nota per aver musicato diversi film del (tanto tempo fa) Maestro Dario Argento.

Parliamo del primo singolo estratto dalla colonna sonora del nuovo film di Luca Guadagnino, il remake del classico Suspiria. Rifacimento che è stato accolto piuttosto bene dalla famiglia Argento... «Guadagnino è una stronza malevola che brucerà all'inferno, un laido figlio di puttana che lecca culi a destra e manca per poterseli fottere meglio», dichiarò nel 2016 la pasionaria del movimento #MeToo, Asia; «Non capisco perché abbia rifatto Suspiria, non ha alcun senso, manca di ferocia» ha commentato più di recente papà Dario.

Passiamo alla "cattive". La canzone di Yorke, tema principale della pellicola del regista palermitano, è un'elegante quanto soporifera ballata pianistica e ha un enorme difetto, rispetto alla controparte dei Goblin: non fa paura.

Se l'originale evocava un senso di puro terrore e inquietudine, la composizione di Yorke fa addormentare. Oddio: a dirla tutta un qualcosa succede, poco dopo il secondo minuto, quando nella canzone entra un flauto traverso – un flauto traverso, che bruci all'inferno chi l’ha inventato – che spiazza e terrorizza.

E tutto, magicamente, torna.

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