Subsonica: Bottiglie Rotte
Un gruppo in cerca di alta definizione
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Rompere il ghiaccio (a.k.a. l’arte perduta dei video italiani decenti).

Subsonica
Bottiglie Rotte

L’inizio è asciutto, funky eppure severo, che è come dire dolce e salato: si può fare, ma non è la strada più facile. Però è una strada che i Subsonica 2018 possono permettersi di prendere, tenendo l’elettronica imbrigliata finché non viene lasciata libera gradualmente, a partire dalla metà del pezzo.

Il testo, curiosamente, non sembra fondersi del tutto con l’atmosfera del brano: una fotografia dell’indifferenza diffusa e del protagonismo crescente, che tuttavia non si sbilancia troppo. Va da sé che l’arte dell’equilibrismo non è mai stata ignota al gruppo, che ha saputo sfruttare sfumature e penombre a proprio vantaggio, però i lampi risultano pochi e distribuiti con moderazione (le star che sorridono «… tra un attentato e un’altra festa», la «svastica nei cessi»).

Ma forse l’importante era rompere, più che le bottiglie, il ghiaccio con un singolo di riscaldamento in vista del nuovo album e in definitiva del nuovo ritorno: i Subsonica sono una macchina potente e complicata, fatta di componenti uniche che solo trovando la perfetta coesione riesce a spingersi in luoghi che solo lei conosce – ma riavviarla non è mai un’operazione facile.

In compenso la band si presta in modo eccellente al regista Donato Sansone: una delle rare volte in cui un video italiano si fa guardare senza rimpianti.

Paolo Madeddu
Paolo Madeddu

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