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15 Aprile 1969: un giovane Lucio Battisti fuori dalla RAI prima delle registrazioni di 'Speciale per voi'

Ron Gallo

Always Elsewhere

Il bisogno di capire chi veramente siamo (spesso nella vana speranza di scoprirsi qualcun altro) è una delle più grandi debolezze dell’uomo. Deve essere per questo che la ben nota “ricerca di se stessi” è stata, nei secoli dei secoli, uno dei temi più dibattuti e sviscerati sotto ogni forma del sapere: dalla maieutica del metodo socratico al Siddartha di Herman Hesse, dalla beat generation “on the road” alle più belle frasi di Osho, dai selfie in piscina a cercarsi su Google.

Debolezza a cui non si sottrae nemmeno Ron Gallo che, dopo un trascurabile debutto da buttare nel secchio di un certo freak-folk riciclato e il successivo (ottimo sin dal titolo, all’insegna di un’amara ironia, trascinante e velenosa) Heavy Meta, si prepara a una nuova inversione a “U” spirituale (almeno in termini di contenuti – musicalmente, sempre di un art-punk belloccio e stravagante si tratta) con il nuovo Stardust Birthday Party, in arrivo a ottobre.

Riassumendo: finita in maniera burrascosa la sua ultima relazione sentimentale, ha comprato un biglietto per la California e ha partecipato a un ritiro di meditazione in un isolato centro specializzato, dove giura di aver trovato il suo personale sentiero verso la pace interiore. Tutto è bene quel che finisce bene.

Così eccolo, nel video diretto da Dylan Reyes, vestito da imbianchino hipster, portare il concetto di “self-discovery” direttamente nel mondo di un Amazon Prime versione DIY, e mettere in versi una critica dal retrogusto di carciofo nei confronti del maledetto logorio della vita moderna, dove – a causa della facilità con cui è possibile accedere all'infinita quantità di informazioni che ogni giorno ci bombarda da destra e da manca – è facile perdere di vista priorità e coordinate, sentendosi di conseguenza smarriti, al punto da non avere nemmeno il coraggio di aprire la propria scatola.

Tre minuti e mezzo che ricordano l’energia paranoica dei primi Devo, mentre scorrono via veloci, alternando frasi corte e d’impatto a sproloqui filosofici parlati (mutuati da Eckhart Tolle e Alan Watts) per arrivare comunque alla confortante conclusione secondo cui il senso dell’esistenza è... «just to be alive».

Chi s’accontenta gode, diceva il saggio.

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