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Grazie oggi del nostro trip hop quotidiano

Neneh Cherry

Kong

Quando ascolto Neneh Cherry penso che, se fosse per me ed esistesse un concorso, la nominerei Madre Natura. Ma di una natura strana, non botticelliana: una natura che ha imparato a difendersi dalle minacce frequentando la periferia dei grandi centri urbani.

Il suono del nuovo singolo Kong, ritorno dopo quel grande disco che è stato Blank Project del 2014, è proprio questo: il reggae rallentato in stile Massive Attack dei primi dischi, ma come una stanza piena di fumo in cui Four Tet inserisce spezie non occidentali e 3D cerca di tenere le fila del discorso col presente.

Un presente che è stato fortemente influenzato da quella cosa nota come trip hop.

È anche per questo che Neneh Cherry non risulta stantia, accompagnandosi alla propria tradizione (che non è mai davvero invecchiata). Allo stesso tempo, riallaccia attraverso la voce e i testi un discorso fatto d'amore; e in questi tempi di amore c'è tanto bisogno. Un po' come delle madri.

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