John Carpenter: The Shape Returns
Cose buone, niente ciance, voglio ben riempir le guance, chi non paga presto piange
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La notte delle streghe: si torna dove tutto era iniziato con un noto regista che nel sequel del suo film più famoso viene chiamato per musicare le gesta di un cattivone dell’orrore. Tutto chiaro?

John Carpenter
The Shape Returns

A quarant’anni esatti dal primo, inimitabile Halloween – film horror “low budget” che col tempo è diventato un vero classico – si ritorna a Haddonfield per celebrare la figura del leggendario Michael Myers.

Questa volta dietro la macchina da presa non c’è John Carpenter; al suo posto, i più giovani David Gordon Green (il regista di Strafumati) e Danny McBride (che forse ricorderete come attore nelle pellicole più spassose di Judd Apatow).

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Il Maestro dell’Orrore è comunque ben presente nell’atteso sequel perché, onestamente, che Halloween sarebbe se le gesta di Myers non fossero commentate da quelle famose note musicali? È proprio questo il compito che gli è stato affidato, infatti: scrivere, o meglio riscrivere, il tema portante del film e la colonna sonora tutta.

A giudicare da The Shape Returns, la rilettura del famoso tema che se la gioca a livello di “strizza” con l’originale, si può affermare che Carpenter – calcando maggiormente la mano sulla cupezza – si porti egregiamente a casa la pagnotta.

D’altronde, ci sono in giro tanti pischelli che non hanno ancora visto la pellicola originale; ragion per cui era davvero ora, forse, di rinfrescare l’intera “confezione”, tirare a lustro la maschera di Myers e andare a terrorizzare nuove legioni di futuri fan. Con un tappeto sonoro che farà (ancora una volta) tremare le gambe a molti.

Luca Villa
Luca Villa

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