Eminem: Lucky You
My name is (who)?
 
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Forse non è una gran fortuna diventare famosissimi – secondo un sornione Marshall Mathers.

Eminem
Lucky You

Barbara Volpi
Barbara Volpi

Arriva un momento in cui la popolarità diventa una gabbia. Le vie di fuga sono molteplici e non sempre eclatanti: molte volte conducono al declino personale man mano che la fama si rafforza, amplificata ancora di più dall’eco dei social media.

Spesso è un gioco di specchi ed Eminem, il rapper bianco forse più famoso e accreditato di sempre nella scena black (Dr. Dre lo ha “benedetto” come produttore anche nel nuovo album Kamikaze), sceglie il più sincero e meno deforme, peccando come al solito di schiettezza: quello della musica.

Il “partner in crime” in questo questo brano è Joyner Lucas, un rapper del Massachusetts stimato nella scena underground ma sconosciuto al grande pubblico. Tra rime sparate velocissimamente e un flow a tratti aspro e minimale, i due discutono sulla fortuna/sfortuna del riconoscimento planetario, in termini di Grammy vinti e di dischi di platino.

L’autoironia è la virtù degli intelligenti e, di questa, Marshall Bruce Mathers III non ha mai fatto difetto: non l’ha salvato dai suoi demoni personali, ma lo ha aiutato a risorgere ogni volta. E tutto ciò, dopo la recente la morte del più fragile Mac Miller, assume se possibile un valore ancora più grande.

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