Snail Mail: Pristine - Recensione e video su HVSR.net
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Snail Mail

Pristine

Nel panorama cinematografico degli ultimi anni si è imposto il "coming-of-age", un sottogenere che ha proposto (tra gli altri) Boyhood, Lady Bird e Chiamami col tuo Nome. Queste pellicole hanno raccontato i cambiamenti che riguardano il tortuoso passaggio dall'adolescenza all’età adulta, attraverso storie intime e profonde arrivate dritte al cuore di milioni di spettatori e giustamente premiate con Oscar e statuette varie.

Ascoltare Snail Mail, nome dietro il quale si cela la giovanissima Lindsey Jordan, fa l’effetto di sbirciare nei pensieri di una teenager. I suoni che accompagnano questa transizione sono figli diretti di una certa generazione indie rock anni '80 e '90 (Sonic Youth, Pavement, Cat Power). La Matador Records, etichetta che ha dato alle stampe diversi album proprio di quei nomi, ci ha visto lungo e ha ben pensato d’inserire l’artista – all’epoca della firma ancora minorenne – nella propria scuderia.

Pristine, primo estratto del disco di debutto, arriva dritto al punto; tra chitarre alla Thurston Moore e testi introspettivi e mai banali («I know myself and I'll never love anyone else» è una frase che potrebbe capeggiare sui diari di mezzo mondo "giovanile"), convince in pieno sin dal primo ascolto.

Una sensibile diciannovenne che racconta con disarmante naturalezza le vite di migliaia di ragazze come lei. Non sottovalutatela.

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