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Gli ultimi vagiti della coppia che fu

Liars

Liquorice

Una pista da ballo malata e piena di glitter, ma senza gente a popolarla. Almeno, non gente normale. È il teatro che nasce dall’immaginazione di chi scrive ascoltando Liquorice, brano dei Liars uscito da poco. Un pezzo che fa parte della colonna sonora di 1/1, debutto alla regia di Jeremy Philips. Si tratta di composizioni messe assieme dopo l’album Mess del 2014, quando ancora i Liars erano un duo: oltre all’ormai solo titolare Angus Andrew, unico superstite della formazione storica, anche Aaron Hemphill, ai tempi ancora dentro alla "cosa".

In Liquorice, infatti, si sente la stessa possanza grossolana e industriale di quel disco: i bassi muscolari, la saturazione quasi techno dei suoni, la ritmica dance malevola. Industriale ma allo stesso tempo quasi-kitsch, thrilling come una colonna sonora alternativa per il Terminator originario, se uscisse oggi – film che, non a caso, ragionava molto sul corpo: qualcuno ha detto EBM?

Non c’è il canto, qui, a rendere il tutto forse ancora più distaccato. Ma oggi l’elettronica più radicale è ormai virata su intelligenza artificiale, algoritmo & politica. Quella dei Liars, invece, è ancora legata al rito del ballo, come dei Prodigy più illuminati (e ugualmente maligni).

Musica malsana, cattiva, tignosa. Ma in qualche modo umana.

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