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Ariana cerca di competere col talento di Nicki

Ariana Grande feat. Nicki Minaj

The Light is Coming

Mettiamo assieme Ariana, Nicki Minaj, Pharrell Williams. Dovremmo ottenere un pezzo pop ammiccante e piacione, giusto?

Sbagliato.

Il brano sembra un foglio sul quale ognuno dei tre ha cercato di fare il proprio disegnino, con Ariana a pontificare sulla positività necessaria a uscire dai momenti bui (ma secondo gli esegeti non allude alla strage di Manchester, bensì a una propria delusione d'amore), la rappusa Nicki a usare l'ennesimo "featuring" per annoiare il mondo raccontando – oh sorpresa – di se stessa e della propria famosità e delle sue indegne nemiche (ma senza il giganteggiare di ghiandole mammarie e natiche con cui aveva conferito autorevolezza all’altra recente joint-venture delle due amiche, il video di Bed), e Pharrell a inserire ripetutamente, come collante ritmico, la frase campionata di un Uomo del Popolo che all’alba del neopopulismo aveva rivendicato il proprio diritto a parlare davanti a un senatore democratico della Pennsylvania («You wouldn't let anybody speak and instead»).

Un budino di cavoli, menta e pompelmo avrebbe avuto un sapore migliore. Il ritornello non salva la canzone – e a chi ha qualche anno in più dei fans della Grande, potrebbe ricordare parecchio Milkshake di Kelis. Come se non bastasse, il video girato dallo stesso regista di No Tears Left to Cry insiste su quella stessa idea che Arianina sia una luce di innocenza sexy in questo mondo tenebroso. Ora come ora viaggia sui venti milioni di visualizzazioni su YouTube, contro i 392 ottenuti dal precedente.

Magari la Reebok è contenta lo stesso per l'anteprima esclusiva; come annuncia il fidato Billboard, comunque, è in arrivo in tutta fretta il singolo successivo God Is a Woman a rimediare – perché la luce starà anche arrivando, ma non certo qui.

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