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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Wilko Johnson: Marijuana
A love song to Mary Jane

La dura arte della sopravvivenza rhythm and blues.

A inizio 2013 Johnson annunciò il proprio “farewell tour”. Non era il classico addio alle scene più o meno farlocco di tanti altri musicisti stagionati, tuttavia; erano proprio gli ultimi concerti prima di morire, da lì a qualche mese.

Gli era appena stato diagnosticato un tumore del pancreas, infatti, che non avrebbe dovuto lasciar spazio ad alcuna speranza. Il bello è che lui riusciva persino a scherzarci sopra, pur facendo trapelare un’ovvia disperazione.

Ulteriori consulti medici e una complessa operazione hanno poi ribaltato il “verdetto” iniziale. Cinque anni e un apprezzato disco inciso con Roger Daltrey dopo, l’ex chitarrista dei Dr. Feelgood – nonché titolare di un piccolo ruolo ne Il Trono di Spade – torna in versione solista con l’album Blow Your Mind e un singolo dal titolo esplicito.

Va da sé: una canzone “pro” cannabis (non che ne ricordiamo molte “contro” nella storia del rock, a dire il vero); approfondendo il discorso, è una sorta di riflessione agrodolce sulla condizione di malato terminale.

Perché, nelle stesse parole di Wilko, «niente ti fa sentire vivo come quando ti dicono che stai per crepare». E data la sua esperienza, tendiamo a credergli.

Wilko Johnson 

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