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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Jeremy Enigk: Lizard
... e a modo mio, ringrazio Dio (oggi la storia la faccio io)

Se amate i Neutral Milk Hotel, Sufjan Stevens e Bon Iver, forse è arrivato il momento di scoprire lo “sfortunato” Enigk.

Strana la storia dei Sunny Day Real Estate: una, band che, poco dopo la morte di Kurt Cobain, era vista come quella in grado di continuare a portare la musica di Seattle ai piani alti delle classifiche di mezzo mondo, come successo poco prima con i vari Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden e compagnia bella.

‘120 Minutes’, il noto programma televisivo di MTV, insieme a varie riviste del settore (Kerrang in primis), credevano per davvero a questa profezia che, purtroppo, si risolse in un nulla di fatto. Dopo aver pubblicato i loro primi due lavori – Diary, uno dei migliori dischi alternative rock degli anni ‘90, e LP2 – il gruppo decise di dividersi, complice la “svolta cristiana” di Jeremy Enigk, il frontman della formazione, che lo portò a incidere in completa solitudine il suo primo disco solista.

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Return of the Frog Queen, originariamente pubblicato nel lontano 1996, torna ora sugli scaffali dei (pochi rimasti) negozi di dischi in una bella “legacy edition” curata dalla Sub Pop che include, oltre alle tracce originali, diversi pezzi registrati nel 1996 da The End (storica radio di Seattle). Colpisce su tutto la versione di Lizard, stramba ballata acustica piena di flauti traversi e tanta altra roba che poco si suonava in quegli anni e che acquisisce forza e drammaticità tramite una coda strumentale non presente nella versione originale.

Proprio grazie a canzoni come questa si capisce quanto profondamente questa opera abbia influenzato diversi musicisti che, da lì a poco, si sarebbero affacciati sulla scena musicale alternativa a stelle e strisce, dai Neutral Milk Hotel a Sufjan Stevens fino ad arrivare a Bon Iver. Con buona pace di Enigk, che di grande musica ne ha sempre scritta… nonostante lo sperato e meritato successo non sia poi mai arrivato.

Jeremy Enigk Neutral Milk Hotel Sufjan Stevens Bon Iver 

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