Ty Segall & White Fence : Good Boy
Quei bravi ragazzi
 
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Il suono è vintage, acido e sporco; quello di sempre, insomma.

Ty Segall & White Fence
Good Boy

Andrea Macrì
Andrea Macrì

I Beatles, il glam, il garage e l’acid rock: fosse stata una roba di metà anni ‘70 avremmo gridato al miracolo. Invece siamo costretti ad adagiarci su una gradevole normalità, oggi, con questo Good Boy, parto delle menti di Ty Segall e White Fence (al secolo Tim Presley). Brano che anticipa il nuovo album del duo, Joy, in uscita a luglio.

Più Ty Segall che White Fence, a dirla tutta, questo antipasto del successore di Hair, uscito ormai sei anni fa: votato maggiormente alla componente sexy-psych che a quella puramente pop, anche se non mancano le svenevolezze e la melodia. Ma parliamo di piccoli dettagli.

Comincia con batteria, voce e chitarra classica e si capisce che, nonostante il piglio di Presley, la robustezza è quella fragorosa di Segall. Ci sono i Kinks e la psichedelia, le pause carezzevoli e i contrappunti agri, con assoli discreti che non cercano mai di stare in primo piano.

Un piccolo assalto al passato che non s’interessa affatto ai nuovi suoni, che carica a testa bassa senza pensare a nessuno, se non al proprio suono e – si sente – al divertimento dei due autori.

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