Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Our Girl: I Really Like It
La band, non la serie TV
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Il contributo di Brighton alla salvaguardia dell’indie.

Da tre o quattro anni a questa parte, circa, Brighton è tornata a essere un vivaio di interessanti gruppi alternative rock – tutti pressoché molto giovani e tutti pressoché indirizzati verso sonorità, riverberi e distorsioni proprie dei 90’s, con uno spettro di riferimenti che comprendono idealmente Sleater-Kinney, Pixies, Sonic Youth e un filo di Garbage. Un bell’assortimento.

La band parallela di una leader inconsapevole di nome Soph Nathan si chiama Our Girl; con lei suonano Josh Tyler, al basso, e una giovanissima batterista, Lauren Wilson, che si dice pianga spesso e abbracci la gente.

Soph è già nota per la sua militanza nelle Big Moon, formazione al femminile che già ha avuto parecchi consensi dalle testate che si occupano di “mantenere in vita” l’indie.

L’album di debutto firmato Our Girl, Stranger Today, esce il 18 agosto, e si avvale della collaborazione di “Bill” Ryder-Jones, stimato produttore nonché ex chitarrista dei Coral. Il nuovo singolo che lo precede, I Really Like It presenta elementi già noti e gettonatissimi, primo tra tutti l‘“understatement”. Il video è girato con quattro sterline a casa della nonna e tutti hanno un aspetto dimesso, infatti. Ma che vuoi, è quella tendenza dura a morire di sembrare perennemente poveri e tristi.

Ma è un pezzo che convince. C’è un equilibrio perfetto tra la vocalità sottile e suadente di Soph e lo spesso muro di chitarre, che si fanno ancor più battenti quando meno te l’aspetti. Un binomio già ampiamente sfruttato nei secoli, ma che non per questo ti fa passar la voglia di ascoltare più e più volte. E di volere che ti rimanga in testa.

Our Girl