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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

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Mark Lanegan & Duke Garwood – Save Me
Two hearts are better than one
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Cosa succede quando si incontrano una voce storica del grunge e un raffinato chitarrista inglese?

Mark Lanegan & Duke Garwood – Save Me

Non è certo una novità che Mark Lanegan negli ultimi anni abbia messo da parte le sue inclinazioni più cantautorali – ben rappresentate da dischi come Scraps at Midnight e Field Songs – a favore di un sound elettronico molto più vicino al krautrock che al rock classico da cui proviene. Molti fan della prima ora, sia quelli che negli anni novanta scuotevano la loro folta chioma sulle note di Nearly Lost You, sia quelli che hanno accolto con entusiasmo le sue prime prove soliste, con il tempo si sono allontanati, scoraggiati da un sound tanto raffinato quanto ostico e non proprio alla portata di tutti.

Save Me, registrata con il fido Duke Garwood, dotato chitarrista inglese, porta avanti questo discorso, iniziato con Blues Funeral sei anni fa e continuato col recente Gargoyle. Il primo estratto dal secondo disco della coppia Lanegan/Garwood, With Animals, in uscita a fine agosto, si articola in un cupo spleen di chitarra su cui si innesta suadente la voce dell’ex cantante degli Screaming Trees, dando vita ad un ipnotico tappeto sonoro ricco di riverberi ed echi. Sonorità che richiamando alla mente una delle migliori collaborazioni che hanno interessato Lanegan negli ultimi anni, quella con gli inglesi Soulsavers, mentre sembrano lontane le atmosfere polverose che si respiravano sul disco di debutto dei due, l’acustico e crepuscolare Black Pudding.

Un bel ritorno per una delle voci più importanti – una delle ultime rimaste, purtroppo – del glorioso movimento di Seattle.

Luca Villa
Luca Villa

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