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... e ora, andate tutti affanculo

Dead Sara

UnAmerican

Ne è passato di tempo da quando Emily Armstrong, la cantante dei Dead Sara, veniva convocata da Courtney Love per cantare sul disco "di reunion" delle Hole, l’insipido Nobody's Daughter, o da quando Dave Grohl dichiarava in diretta radio che «Dead Sara should be the next biggest rock band in the world». Ne è anche passato un po’ da quando alla Casa Bianca sedeva il democratico Barack Obama (e chiunque avrebbe sorriso al solo pensiero che il suo posto sarebbe stato preso da un tycoon appassionato di wrestling, con un passato da costruttore di edifici di dubbio gusto e da celebrità di reality show).

È proprio Donald Trump uno dei bersagli del nuovo singolo dei Dead Sara: tra la voce iperdistorta della Armstrong, una raffica di “fuck” e i riff sparati dalla chitarra di Siouxsie Medley, la band di Los Angeles ritorna con la prima canzone inedita dai tempi di Pleasure to Meet You di tre anni fa. Il testo di UnAmerican manda affanculo non solo il presidente, ma un po’ tutto l’ideale moderno dell'"American way of life" e, se da una parte riporta alla mente i fasti degli Avengers di The American in Me, dall’altra riesce a essere più efficace di mille parole nel far capire cosa significhi essere americani – o meglio, un certo tipo di americani, perché qualcuno Trump l'avrà pure votato... – in questo periodo.

Jack White, in una recente intervista, si è detto convinto che una prossima rivoluzione rock'n'roll sia imminente. Confidiamo nella sua profezia e chissà che non siano proprio i Dead Sara a guidare il prossimo rinascimento rock.

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