Salta al contenuto
Reignwolf: Hardcore
Meglio solo che male accompagnato
| Lo leggi in 1 minuti

Un ragazzo canadese che va in giro per il mondo con la chitarra. È una rockstar e tra poco ve ne accorgerete.

Segnatevi questo nome: Jordan Cook. Un ragazzo canadese poco più che trentenne che, da qualche tempo, va in giro per il mondo a nome Reignwolf. Non ha una band, si esibisce da solo (o quasi) e riesce a coniugare l’irruenza degli Stooges, la potenza dei Black Sabbath e dei Soundgarden e l’urgenza espressiva di chi non ha ancora nemmeno pubblicato il disco di debutto (che è atteso da almeno due anni, augurandosi che non diventi il nuovo Chinese Democracy).

Con Jack White intento a ridefinire le linee di confine tra quello che si può ancora fare nel rock e con i Black Keys a riposo a tempo indefinito, Reignwolf è probabilmente la cosa migliore che potesse capitare nel blues-rock, di ‘sti tempi. Basta ascoltare la cupa, distorta, contagiosa e sexy Hardcore per rendersene conto. Se cercate in rete, troverete altri tre, quattro pezzi in tutto: fateveli bastare, aspettando quel fatidico album che potrebbe rivelarsi il metro di paragone per tutto ciò che un ragazzo può fare con una chitarra e poco altro.

Ricordate che cosa scrisse Jon Landau a proposito di Bruce Springsteen? «Ho visto il futuro del rock’n’roll e il suo nome è…». Bene, ora sostituite il nome del Boss con quello di Reignwolf: ne sentiremo parlare ancora, potete scommetterci.

reignwolf 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 5 persone!