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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Paul White: Returning
Quanta musica sotto un solo abito
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Che il produttore londinese abbia sfornato il suo disco più importante, accantonati gli amici rapper?

Sarà probabilmente il nuovo Rejuvenate, in uscita il 27 Aprile su R&S Records, a essere considerato il punto più completo della carriera di Paul White. Il produttore di Lewisham, nel sud-londinese, aveva già fatto parlare di sé per le collaborazioni con i rapper americani Eric Biddiness, Danny Brown, Homeboy Sandman, Open Mike Eagle, nonché con il cantautore inglese Jamie Woon.

Con Returning, secondo singolo, si può già inquadrare l’espressività più completa a livello sonoro che va a costituire Rejuvenate: rock cosmico, worldbeat, ambient ed elettronica, con una tinta jazzistica e folk. I vocalizzi di White accompagnano la deriva psichedelica del tutto e sfumano nei contrasti dei beat e delle dilatazioni sonore, facendosi apprezzare dai palati più avidi e bramosi di sonorità cangianti.

Nessuna ostentazione eccessiva di abilità, dopotutto. E nemmeno un lavoro striminzito di sample e Ableton, come molto spesso accade al filone della cosiddetta IDM, più in generale. Un bel colpo, dunque, per la carriera del produttore inglese, abile nel riproporsi ringiovanito e rinvigorito dalla psichedelia onnivora di oggi e di ieri.

Paul White