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Jeff Ament: Safe In The Car
Skate or die
| Lo leggi in 2 minuti

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Cosa succede quando il bassista di una rock band strafamosa decide di pubblicare un album solista?

Spesso, i “die hard” fans lo ascoltano per completismo e il disco finisce presto a prendere polvere. Nel caso di Jeff Ament sarebbe un grosso errore di sottovalutazione, perché il prolifico bassista dei Pearl Jam – oltre ad aver dato vita nel corso degli anni a progetti paralleli di assoluto pregio come i Three Fish e i RNDM – ha già all’attivo due lavori solisti che valgono ben più di un ascolto distratto (Tone, di dieci anni fa, e il più recente While My Heart Beats). Il nuovo singolo, tratto dall’imminente Heaven/Hell, non è che l’ulteriore conferma della sua poliedricità artistica.

Scordatevi le atmosfere alla Pearl Jam, quei ritornelli che ormai conoscete a memoria e vi emozionano ancora; dimenticatevi la forza evocativa della voce di Vedder, sorretta dall’intreccio delle chitarre di Gossard e McCready e dalla potenza della sezione ritmica. Con Safe In The Car, Ament cambia totalmente registro e sorprende con uno sporco rock blues dalle tinte dark che ricorda certe sonorità alla Dead Weather o il Mark Lanegan di Blues Funeral e del più recente Gargoyle. Lo fa con l’aiuto dei compagni di una vita, lo stesso Mike McCready e Matt Cameron alla batteria, e avvalendosi anche del prezioso contributo di una delle migliori indie folk singer dell’ultima generazione, Angel Olsen.

Un Ament per niente rilassato, in ansia per il mondo che lo circonda e che ha più di un punto in comune con il protagonista di La Strada di Cormac McCarthy, quel padre costretto a vagare senza meta insieme al figlio in uno scenario post-apocalittico e devastato dai disastri naturali.

Da sempre grande appassionato di arti visive, Ament ha anche diretto un video sulle stesse coordinate e ispirato alle atmosfere vintage e sporche di Death Proof, il segmento di Quentin Tarantino del film Grindhouse (girato in tandem con Robert Rodriguez).

Se è vero che spesso i dischi solisti dei bassisti finiscono sepolti nella sterminata collezione di CD e vinili che solo i fanatici posseggono, sulla base di questo primo estratto possiamo augurarci che Heaven/Hell – in uscita per Monkeywrench Records il 10 maggio – non sia destinato a fare la stessa fine.

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