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Il video valorizza la più efficace espressione dell'artista

Alvaro Soler

La Cintura

La canzone dura quasi tre minuti e mezzo; a nove secondi inizia il cantato, lanciato di corsa verso il fatidico trentesimo secondo – quello che porta a casa il soldino dello streaming. A quel punto il pezzo sta già ponteggiando ultrarapido verso i DUE ritornelli: quello in cui Alvaro spiega il rapporto tra girovita e cultura (essendo laureato) e l'altro, in cui il coro la butta in "bailando bailando".

Non c'è molto altro da dire musicalmente; non per snobismo (non sia MAI: tutto quello che piace al popolissimo è sacrosantissimo, in arte e in politica), quanto perché, proprio come Enrique Iglesias, Alvaro è impeccabile a capire i latinismi, come li può capire e razionalizzare solo un ragazzo cresciuto a Tokyo e figlio di un tedesco. Non a caso in Spagna – mai un n.1 domestico, finora – non spopola quanto in Italia e Polonia, dove ha sostituito Emma Marrone con Monika Lewczuk per la versione geolocalizzata di Libre. E va nella top 10 in Austria, Svizzera e Belgio, mentre lotta per la top 20 in Germania e Francia (... agli inglesi fa schifo; però, ok, agli inglesi fanno schifo tutti, tranne gli svedesi che sono nordici e biondi).

Tutto è congegnato in modo impeccabilmente prevedibile come piace a Dio – aka: il POPOLO, vedi sopra – compreso il video che, dopo un prologo in cui quattro ballerine, sottotitolate in inglese, elogiano il prodotto (aka: ALVARO), spiegando al pubblico che è un gentleman, uno "sweetheart", un "nice guy" e un gentleman (di nuovo), diventa il consueto tutorial youtubico per chi vuole imparare a scagliare le chiappe verso i quattro punti cardinali alla massima velocità. Anzi, a proposito di tutorial, se i video italiani, invece di mostrare improbabili storie di cioèamore cioèurbano tra cioègiovani, facessero vedere come si prepara il tiramisu definitivo o si batte la punizione definitiva, piacerebbero in tutto il mondo e non solo a quelli che li girano.

Nella seconda parte dell'opera, Alvaro si affretta a uscire in strada, dove dà il cinque a tutti e inizia a girare presobenissimo in macchina con la sua crew come fa ogni artista contemporaneo (succede tutti i giorni anche nella vostra città, ma voi non ve ne accorgete), quindi fa fiesta sia con la tipa in spiaggia (una bionda! Stai guardando, mercato anglosassone?), sia con decine di amigos urbani, con sfondo di grattacieli (possibilmente urbani), intanto che negli stacchi il regista mostra a noi pubblico cosmopolita i prodotti da comprare.

E inquadriamoli bene e a lungo, quei brand di abbigliamento e liquori, in faccia a tutti gli snob: ah ah ah, dovete impazzire.

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