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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
The Zen Circus: Il Fuoco In Una Stanza
La risposta italiana al Cirque du Soleil
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Fuochi fatui.

The Zen Circus
Il Fuoco In Una Stanza

Subito dopo Catene, il gruppo pisano ha scelto di richiamare l’attenzione su quest’altro brano del suo decimo album, attribuendogli la qualifica di secondo “singolo” e pubblicando un video puccioso-alternativo, realizzato proprio come il precedente dai Ground’s Oranges (impegnatissimi, ultimamente).

C’è una sorta di continuità tra i due pezzi e c’è soprattutto la sensazione, forse accresciuta dalle cadenze pacate delle due ballate, che il trio diventato quartetto con Francesco Pellegrini (Criminal Jokers) stia provando ad accettare il mondo e farsi accettare.

Magari con annichilita rassegnazione («Non basta una città intera per sentirti meno sola»), ma anche con una sorta di laconica saggezza: «È tornata anche la bomba nucleare, a ricordarci che non è poi così male un mondo di fotografie da pubblicare».

Colpisce in particolare il fatto che in entrambe le canzoni siano più volte menzionati i familiari, proprio come sulla copertina del disco: padri, madri, nonni – e alla fine, constata Andrea Appino, con tutto quel correre e percorrere, «Stiamo diventando i nostri genitori».

Ma dicono che nelle loro stanze ogni tanto ci fosse il cielo: chissà se era vero.

The Zen Circus