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Pearl Jam

Can't Deny Me

Questo non è un articolo: è una seduta psicoterapeutica.

Utilizzo biecamente questo mezzo per scendere a patti con le contrastanti sensazioni che mi provoca Can’t Deny Me: il nuovo singolo dei Pearl Jam, foriero, si dice, di un nuovo album.

Lanciato come “Xmas single 2017”, è stato distribuito in anteprima agli iscritti del Ten Club (gli inossidabili ultras della band) e poi proiettato ufficialmente nel mondo di tutti. Il pacco di Natale in ritardo, sì.

La prima cosa che noto con piacere è che Eddie Vedder sbraita assai. Che cos’ha: è incazzato? E te credo. Nell’arco di un anno ha dovuto fare i conti con due enormi tragedie: la morte del caro amico Chris Cornell, e l’avvento di Donald Trump. Un po’ troppo, per un (ex) ragazzo con la sua sensibilità.

Mi piace il pezzo? Non mi piace? Il mio sempiterno amore per la band mi posa fette di salame sulle orecchie? No, sono disorientata. I credits dicono che è stato registrato lo scorso febbraio a Seattle, con il produttore Brendan O’Brien (te pareva), che la musica è di Mike McCready e le parole di Eddie.

Non mi abbandona, però, la sensazione che si tratti di un pezzo dal passato incerto. Mi suona come partorito in due atti: durante le sessioni di Avocado (2006), con un ritornello – telefonatissimo – aggiunto di recente. Un taglia-e-cuci di intenzioni diverse.

Ci sono casi clamorosi, nella storia dei PJ, in cui i refusi, recuperati e ri-lavorati sono diventati hit mondiali – vedi Alive o Black. Pezzi nati male, o messi da parte, e poi esplosi inaspettatamente tempo dopo.

Tranquilli; non succederà a Can’t.... Certo, la sentirete in rotazione forte su qualche radio rrruock e, con un po’ d’impegno, potrebbe diventare un pezzo discretamente trainante dal vivo.

Nonostante tutto, però, qui si intravede la volontà di riconquistare quella fetta (enorme) di "fanbase" che li considera ormai troppo borghesi, troppo sposati, troppo cinquantenni, troppo ricchi.

Forse, è tornata un po' di “cazzimma". Ora fate belle canzoni.

Ce le meritiamo. Ve le meritate.

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