Dylan Carlson: Scorpions In Their Mouths
Hai detto scorpioni o droni?
 
← Music discovery

Gli amplificatori sono stati avvisati.

Dylan Carlson
Scorpions In Their Mouths

Andrea Macrì
Andrea Macrì

Immaginate a un certo punto di fare una musica così ridotta allo zero, così povera di intenzioni da dare fastidio anche ai nostalgici del punk da tre accordi. Immaginate, anzi, una musica che a confronto il punk stesso è progressive.

Immaginate, stringendo, che abbiate acquistato una chitarra elettrica dopo una sola lezione, e abbiate un sacco di amplificatori e tutto il volume del mondo a vostra disposizione, ma che dei tre accordi di cui sopra vi interessi nulla.

Dylan Carlson suona più o meno così, cioè come suonerebbe un amante di doom-noise-punk chiuso in una stanza con qualche demone. Solo che i demoni sono lenti e a infiacchirli c’è una coltre enorme di rumore tra un accordo e l’altro: una palude tutta sludge e santini di Tony Iommi, con gli indicatori del volume tutti sul rosso.

Il leader degli Earth, tra i padri del drone metal (ultimamente più a vocazione “psych”), tira fuori un pezzo che ha il solito titolo western specialità-della-casa, che disegna piccole traiettorie blues mentre tutt’attorno ci sono muri grattugiati di sporco elettrico.

Una canzone che sta in quella piccola regione dove, tra un accordo e l’altro, silenzio e distorsione più si assomigliano.

Rimani aggiornato: inserisci qui la tua e-mail (zero spam, promesso)

Humans vs Robots è un progetto di HVSR Media, società di diritto caymano finanziata al 90% dal k0llett1v0 Buonisti col Rolex. Tutti i diritti riservati.

Privacy Policy Cookie Policy