Bud Spencer Blues Explosion: E tu? - Recensione e video su HVSR.net
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Un'esplosione da poco

Bud Spencer Blues Explosion

E tu?

Quando al terzo ascolto si iniziano a cercare delle possibili spiegazioni, significa che 1) qualcosa non è andato benissimamente bene 2) gli autori si sono guadagnati una stima sufficiente per indurre a non fermarsi alle prime sensazioni, ma 3) le prime sensazioni in fin dei conti qualcosa contano, dopo tutto stiamo parlando di blues e di esplosioni. E onestamente, ambedue latitano.

Quindi, possibili spiegazioni: 1) Sono quattro anni che non facevano dischi. Forse non morivano dalla voglia di fare pezzi nuovi; 2) In questi quattro anni ci sono state altre avventure. Progetti solisti, collaborazioni. Nel caso di Viterbini, con Bombino. Ecco, in questi cinque minuti, c'è del Bombino – e tanto fuzz; 3) In questi quattro anni, il vero Bud Spencer è morto. Ok, non era un membro del gruppo, però forse c'è un po' di lutto da elaborare; 4) la spiegazione precedente è una dimostrazione di quanto febbrilmente stiamo cercando delle spiegazioni; 5) questo è un cosiddetto singolo.

Ma in fondo, che cosa sono oggi i "singoli", per un gruppo come il duo Petulicchio-Viterbini? Un modo per allertare chi già li conosce, e una specie di biglietto da visita per chi non li ha mai sentiti, specie i fatidici GIOVANI che tutti inseguono disperatamente (... buffo, affannarsi a inseguire quelli che qualcuno definisce "sdraiati"). E del biglietto da visita questo brano ha tante caratteristiche: proprio come si usa nel mondo rappuso, il testo scritto con Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti) decanta le qualità degli artisti: «Noi in due siamo come uno.. e tu? Noi in due suoniamo come in dieci.. e tu? Noi due facciamo un casinodidio. Io mi chiamo Adriano e lui si chiama Cesare, e tu?».

Ma stranamente, in questo biglietto da visita non c'è quello per cui i Bud si sono guadagnati la loro giusta nomea – a cominciare dal casinodidio. Perciò, alla fine di cinque minuti di groove insolitamente fiacco e di strofe e ritornelli non particolarmente incisivi, si proclama: «E tu adesso mi stai a sentire». Può darsi. Ma confidando che il resto dell'album sia meglio.

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