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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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The Voidz: QYURRYUS
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Non dev’essere mai stato troppo semplice per Julian Casablancas essere Julian Casablancas, in un certo senso.

Non dev’essere mai stato facile per Julian Casablancas – al netto di un’adolescenza passata tra collegi svizzeri e top model in giro per casa – essere Julian Casablancas.

Appena ventenne, insieme agli Strokes, è riuscito a scalfire l’imperante scena nu metal dell’epoca a colpi di rock chitarristico col retrogusto chic. Successivamente si è impegnato a minare alle fondamenta lo status di culto raggiunto dal gruppo, riversando nella sua musica influenze che nessuno avrebbe mai sospettato (in primis elettro-pop anni ‘80). Ne sono esempi lampanti il suo primo lavoro solista, Phrazes For The Young, oppure Comedown Machine degli stessi Strokes, ideale colonna sonora di Stranger Things quando la famigerata serie TV non era nemmeno nella mente dei suoi creatori.

Non pago, cinque anni fa ha messo insieme i Julian Casablancas + The Voidz, un progetto per lo più elettronico che ha lasciato a bocca aperta i fan della prima ora. Il risultato? Meme a non finire sul web, diretti per lo più a schernire il buon Julian. «Non capisco tutta questa gente old-school che è cresciuta amando gli Strokes e ora critica questa nuova musica», ha dichiarato per tutta risposta Casablancas a Rolling Stone (quello vero).

Non è una novità che gran parte del rock che va in classifica in questi anni, specie quello delle band più note, sia per lo più un ripetersi di soluzioni che cercano di far rivivere agli ascoltatori i fasti del passato, spesso senza nemmeno avvicinarcisi. È sempre più raro che qualcuno cambi rotta – pensate al massacro che hanno dovuto subire recentemente gli Arcade Fire per Everything Now – e tanto meno che qualcuno provi a evolversi. Julian per fortuna è diverso e QYURRYUS, estratto dal secondo disco dei Voidz in arrivo a fine marzo, una follia elettronica di nemmeno tre minuti piena di ritmi sbilenchi, falsetti e vocoder, né è la prova.

Se invece siete alla ricerca del solito rock rassicurante, potete sempre fare affidamento su Dave Grohl.

The Voidz 

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