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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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The Messthetics: Serpent Tongue
Noi siamo un trio, all'erta e pieni di brio

The Messthetics
Serpent Tongue

Prog rock energico e di classe: garantisce la Dischord Records. Niente di strano, no?

Allora, c’è la sezione ritmica dei Fugazi che ha messo in piedi un nuovo gruppo e…

Ehi, fermi: dove state andando?

Beh, sì, ci sta: Fugazi – e Dischord Records – vuol dire fiducia e, fondamentalmente, le prossime righe saranno superflue per molti di voi.

Ma noi sguazziamo, nel superfluo: i Messthetics sono la creatura del bassista Joe Lally e del batterista Brendan Canty che, poi, hanno pescato un gran bel jolly nella figura del chitarrista Anthony Pirog. Un talento estremamente versatile, come dimostrano il suo curriculum e, soprattutto, i vertiginosi saliscendi di questa canzone.

In barba a certi luoghi comuni, qui gente nata e cresciuta nella storica scena hardcore punk di Washington, D.C. finisce per “omaggiare” a modo suo il progressive rock più spigoloso e viscerale.

D’altronde, forse, certe barriere stilistiche esistono solo nella nostra mente. Loro sono americani: il rock l’hanno inventato tanto tempo fa e oggi ci giocano ancora, smontandolo e rimontandolo a proprio piacimento.

Se il risultato finale è questo, così ben bilanciato fra virtuosismo e buon gusto, impossibile eccepire.

The Messthetics 

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