Fontaines D.C.: Chequeless Reckless
Ti facciam girar come fossi una bambola
 
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Una balera per gambe buone, nel cuore di Dublino.

Fontaines D.C.
Chequeless Reckless

Mi sono sempre chiesta cosa porti una band appena nata a scomodare entità intoccabili, tipo il rock’n’roll.

Se sei nato ieri, per giunta in un’epoca in cui i tuoi genitori erano fin troppo giovani per poter dire: «Sai, andavo a ballare il rock», e hai l’ambizione di suonare proprio quella roba lì, due sono i casi: o fai cover, oppure rivisiti il genere con un tocco di novità, a tuo rischio e pericolo.

I Fontaines D.C. hanno scelto la seconda opzione.

Irlandesi di Dublino, devono la loro rapida ascesa a Steve Lamacq di Radio BBC 6 Music che, con un solo passaggio del nuovo singolo, Chequeless Reckless, ha acceso molti radar su di loro.

Due anni di vita, un cambio di nome (prima si chiamavano The Fontaines), un album all’attivo e i tour in apertura di The Lemon Twigs, The Horrors e Girl Band. Questo, a oggi, il loro curriculum.

Chequeless Reckless è due minuti e quindici di sintesi perfetta: tre accordi in croce, riff di chitarre immortali, il cantato/parlato di scuola punk del loro cantante Grian Chatten, giovane e involontario emulo di Mark E.Smith, un refrain geometrico, «What’s really going on», che chiude perfettamente il giro.

Il pezzo – praticamente privo di punti deboli – è da gustare appaiato alla sua b-side, l’altrettanto valida Boys in the Better Land. Da ascoltare, eventualmente, anche il precedente singolo Liberty Belle.

E poi basta, non c’è altro da dire.

Il presente, per questi fenomeni, è appena cominciato.

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