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Lunghi

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Extended Play

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Paul Kalkbrenner: Part Three
«Un passo avanti ondeggiando, un altro indietro bailando – alles klar?»
↤ Tracce

L’insostenibile leggerezza della techno.

Paul Kalkbrenner
Part Three

Un passo indietro.

Sei mesi fa Kalkbrenner fece collaudare questo pezzo agli spettatori del Tomorrowland, in Belgio. Il video di quel live show – cioè, questo live show – dà la sensazione di uno che sta cavalcando il suo cavallo preferito, sta venendo giù dal megascivolo all’acquapark, sta giocando e sente che la palla gli è amica. Quella patina di distacco da star e di perfezionismo tedesco di cui ogni tanto viene accusato non è rilevabile.

Fine del passo indietro.

Dopo qualche mese Part Three è un singolo, che diventerà la seconda delle quindici tracce del suo ottavo album Parts Of Life (che per sovrammercato inizia con Part Eleven e si conclude con Part Eight). Davanti al video ufficiale, in un contesto diametralmente opposto a quello del suo debutto in pubblico (da solo, al buio, senza colori), la sensazione è sempre quella: che Kalkbrenner sia entusiasta di questo groove, al quale ha portato pochissimi aggiustamenti. Del resto, se “Tutto quello che suono deve prima essere perfettamente a fuoco nella mia mente”, il margine per mettere a fuoco ancora più perfettamente non può essere troppo ampio.

D’altra parte Kalkbrenner non vuole e non deve dimostrare niente, forse ha superato qualsiasi valutazione di tipo concettuale sul DJing ed è approdato a una specie di nirvana senza tempo della techno – potrebbe essere un pezzo di quindici anni fa, qualcuno se ne accorgerebbe? – e sta benissimo, è oltre il tirarsela, oltre il confronto con le altre star della console: divertito, rilassato. Come avrebbero detto gli stilnovisti: preso bene.

E anche la reazione del pubblico nel video live non è quella da club people infoiata, anzi: è una delle scene più hippy dai tempi di Woodstock. E nessuno ha idea di cosa dicano i sample vocali (c’è gran dibattito su YouTube, la versione prevalente ad oggi è “Super cell”), ma le “vibra” arrivano e alla fine come si fa a non buttarsi sullo scivolo dietro allo zio Paul, nirvaniamo anche noi con lui.

Paolo Madeddu
Paolo Madeddu

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