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Elbow: Golden Slumbers
Un giovane Lenny Kravitz ignaro di ciò che lo aspetta sotto il letto
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Pronti per lasciarvi le festività natalizie alle spalle, finalmente? Ecco l’ultima colata di melassa.

Elbow
Golden Slumbers

Nel Regno Unito John Lewis è un’istituzione. Non parliamo ovviamente del filosofo marxista, ma della catena di centri commerciali che, dal 1864, svolge egregiamente il compito di mantenere attivo e in salute lo spirito capitalista del Regno Unito. In pratica un paradiso consumista dove non ti manca niente: immaginatevi Ikea, Brico, Unieuro, Leroy Merlin, Media World, Sephora, La Rinascente (e tutto il resto che della lista che non fa dormire il vostro portafogli, soprattutto durante le feste) in un unico, tangibile spazio terreno.

Non sarà difficile quindi credere che, al di là della Manica, ogni inverno non è mai ufficialmente Natale finché non compare in TV l’immancabile John Lewis Christmas Advert: tutti i santi anni, da ormai un po’ di tempo, un particolare artista interpreta un grande classico del pop con lo scopo di fare da colonna sonora a un meraviglioso microfilm ad alto budget (sempre e comunque un infinitesimo dei profitti dell’azienda, ci mancherebbe).

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Quest’anno è toccato agli Elbow di Guy Garvey, che riescono a commuovere anche il cuore del più bieco commercialista con la loro versione di Golden Slumbers dei Beatles, e a Michel Gondry, che porta in scena un mostriciattolo adorabile – Moz The Monster – dal naso gigante e dal cuore tenerissimo e gli dà vita grazie al suo tocco inconfondibile.

Il video della canzone è niente altro che il backstage della pubblicità e, tra pezzi di stop-motion accennata, trucchetti visivi che sanno di magia pura e CGI così perfetta da sembrare reale, tutta l’atmosfera è estremamente “merry Christmas and happy new year”, nonostante non compaia mai – nemmeno sullo sfondo, per sbaglio – un camion della Coca-Cola.

E nonostante, soprattutto, quel finale agrodolce che ci lascia sempre lo stesso, atavico dubbio: Babbo Natale esiste davvero?

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