Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Toothgrinder: The Shadow
Che genere facciamo? È venuto il momento di fare luce
↤ Tracce

Nessuno ha capito bene che genere facciano, ma da qualche parte tra metalcore e progressive, in bilico tra Mastodon, Tool, Slipknot e Contortionist, ci sono anche loro.

Toothgrinder
The Shadow

Sono giovani, i Toothgrinder (made in New Jersey, Asbury Park, per l’esattezza; la stessa di Greetings From Asbury Park, ma le similitudini col Boss terminano qui): giovani ma bravi. Alle spalle hanno un buon disco come Nocturnal Masquerade, lavoro che nessuno è riuscito bene a capire se fosse metalcore, progressive, djent, o cosa diamine altro; imbarazzo che persiste e se possibile si amplifica con il recente Phantom Armour, da cui The Shadow è tratta.

Peraltro, quando hanno chiesto al cantante di citare le sue influenze principali, il buon Justin Matthews s’è preoccupato di non posizionarsi in una nicchia troppo angusta, citando Pink Floyd, Tool, Mastodon, Faith No More, Black Sabbath. Sarà che siamo vicini ad elezioni, ma mi è tornato in mente quando una decina di anni fa Walter Veltroni snocciolava i numi tutelari del PD, mettendo assieme Chaplin, Kohl, Gorbaciov, Sacco e Vanzetti, Volonté, Redford, i fratelli Kennedy, Foa, Bachelet, Enrico Berlinguer, Zaccagnini, Craxi, Obama, Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela, Rigoberta Menchú e Gandhi (e anche in questo caso le similitudini tra Matthews e Veltroni terminano qui).

Quello che è certo è che, nell’ambito della diffusa prassi di alternare violente cartellate sui denti con chorus melodici, e growling vocals con cantato pulito, gli americani risultano piuttosto interessanti, e almeno per quanto concerne The Shadow il rimando a Mastodon e Tool non è totalmente campato per aria. Il video invece sì, ma ehi – siamo qui per la musica, no?

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Scrivere di musica non è facile.
Noi cerchiamo di farla mettendoci passione, ma anche competenza, cura, professionalità. Tutte cose che costano impegno… e soldi. Se apprezzi il nostro lavoro quotidiano perchè non ci sostieni diventando un abbonato? Basta davvero poco!
.