Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Godflesh: The Cyclic End
I want to believe
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Mondo cane 2017.

Godflesh
The Cyclic End

E se l’avanguardia diventa retroguardia, come la mettiamo?

Per i Godflesh le cose non stanno esattamente così, ma quasi. Tra la seconda metà degli anni ’80 e gli anni ’90 rappresentarono una gran bell’avanguardia, sfiorando persino i confini di un mondo commerciale che, comunque, li avrebbe masticati e sputati fuori in un batter d’occhio. Si sciolsero nel 2002, un minuto prima di diventare la parodia di se stessi.

Tutto bene ciò che finisce ben(ino)? No, perché gli anni ’10 hanno portato l’“inevitabile” reunion, con tutto il corollario di concerti e tour speciali. E

quel senso di nostalgia, nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi. La legge della domanda e dell’offerta vince sempre, oh yeah.

Però, ecco, dai Godflesh 2.0 non possiamo davvero accettare dei dischi banali. A World Lit Only By Fire del 2014 – il primo dopo tredici anni – non lo era; e non lo è pure il nuovo Post Self. Parlare di capolavori e dintorni sarebbe inopportuno, ma Justin Broadrick e G. C. Green ne escono complessivamente bene.

Quando vogliamo ascoltare i veri Godflesh, puntiamo sempre sul passato. Ma se proprio tocca dare una possibilità a quelli contemporanei… questa è la versione ideale: stentorei e glaciali come da leggenda, ma con quel lucente sostrato melodico che, soprattutto all’inizio, aveva così ben caratterizzato i “fratellini” Jesu.

Musica da fine del mondo: vent’anni fa come premonizione, oggi come constatazione.

Angelo Mora
Angelo Mora

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