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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Turnstile: Real Thing
Gli americani van sempre matti per le auto europee
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Le strade di Baltimora si tingono di psichedelia.

Giusto un anno fa vi parlavamo dei Turnstile, pronosticando un nuovo disco per il 2017. La loro nuova e importante casa discografica – Roadrunner – ci farà invece aspettare fino a inizio 2018.

Chissà, forse i fan della prima ora e i puristi della scena sentivano già puzza di bruciato; poi però è uscito il primo estratto dall’imminente lavoro e, beh, tutto si può dire tranne che il gruppo americano si sia rammollito, rincoglionito o commercializzato.

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Anzi: Real Thing mischia ulteriormente le carte, aggiungendo all’ossatura hardcore metallica del loro sound – Quicksand, CIV, Burn, primi Orange 9mm e gli Inside Out dove cantava Zach de la Rocha, suggeriscono dalla regia – delle “insospettabili” influenze psichedeliche, quasi come se Jane’s Addiction e Snapcase avessero composto un pezzo assieme dopo aver cenato coi funghetti.

Coerentemente, il relativo video sembra un omaggio all’estetica dei film più famosi di Alejandro Jodorowsky. Il bello dei Turnstile è che qualsiasi cosa facciano suona “bene”, a prescindere dalle influenze più o meno evidenti.

Underground od overground, conta fino a un certo punto; l’importante è che i ragazzi di Baltimora continuino su questa strada: coraggiosi, selvaggi e un po’ svitati.

Turnstile