Tears For Fears: I Love You But I'm Lost - Recensione e video su HVSR.net
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I love you but WTF

Tears For Fears

I Love You But I'm Lost

Caro Roland, carissimo Curt, ci son momenti in cui contenere il disappunto è impossibile.

Tipo, quando una delle tue band segnanti rompe un silenzio durato tredici anni con un singolo mediocre. E “mediocre” è peggio di “brutto”. Perché “brutto” è un concetto definitivo; “mediocre” include tutta una serie di considerazioni che fanno male.

I Love You But I’m Lost è il primo dei due singoli che anticipano Rule The World, il vostro nuovo greatest hits in uscita tra pochi giorni.

È un pezzo piattino, circolare, elementare. Neanche l’ombra di quelle orchestrazioni dolcemente complicate che vi hanno reso speciali. Niente ricerca, niente orpelli, niente arricciature. Niente barocchismi beatlesiani, niente strizzate d’occhio ai Beach Boys, niente campanellini, niente arzigogoli ritmici.

Niente di niente. Il vostro “urlo primordiale” si è trasformato in un insopportabile “ooohooohoooh” falsettato che farebbe chiudere tutti i gay bar di New York.

Perché cedere ai servigi delle tastierine quando voi, forse unico gruppo nel mondo pop, avete piegato l’elettronica al vostro imbellimento?

E pensare che questo singolo l’avete partorito per l'occasione; non che sia un avanzo di sessione, rimasto fuori da, chissà, Elemental o Raoul And The Kings Of Spain, due dei grandi perché della vostra discografia (ascoltati fino all'ossessione, in ogni caso).

Certo, poi mi dite che il prossimo singolo, Stay, sarà “più in linea con la vostra cifra emotiva”. E speriamo, diamine. Perché, se avessimo voluto i Modern Talking, saremmo andati ad ascoltare una delle loro 1.300 raccolte.

Non una delle vostre.

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